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Sentenze: successioni legittime e eredi

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 22 ottobre 2014, n. 22456
    Successione - Successione legittima - Coniuge superstite - Diritto di abitazione sulla casa coniugale - Coniugi separati senza addebito - Assenza di una casa coniugale - Spettanza del diritto - Esclusione. (Cc, articoli 540 e 548)
    Il diritto reale di abitazione, riservato per legge al coniuge superstite, ha a oggetto la casa coniugale, ossia l'immobile che in concreto sia adibito a residenza familiare e si identifica con l'immobile in cui i coniugi - secondo la loro determinazione convenzionale, assunta in base alle esigenze di entrambi - vivevano insieme stabilmente, organizzandovi la vita domestica del gruppo familiare. Ancorché l'articolo 548, comma 1, del Cc equipari - quanto ai diritti successori attribuiti dalla legge - il coniuge separato senza addebito al coniuge non separato, la impossibilità di individuare una casa adibita a residenza familiare, fa venire meno il presupposto oggettivo richiesto, ai fini della attribuzione del diritto in parola. Deve concludersi, pertanto, che l'applicabilità dell'articolo 540 del Cc è condizionata alla effettiva esistenza, al momento della apertura della successione, di una casa adibita a abitazione familiare, evenienza che non ricorre allorché, a seguito della separazione personale, sia cessato lo stato di convivenza tra i coniugi.

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 30 giugno 2015, n. 13407
    SUCCESSIONI "MORTIS CAUSA" - SUCCESSIONE NECESSARIA - REINTEGRAZIONE DELLA QUOTA DI RISERVA DEI LEGITTIMARI - AZIONE DI RIDUZIONE (LESIONE DELLA QUOTA DI RISERVA) - IN GENERE - Donazione lesiva della legittima - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data di apertura della successione - Azione di riduzione proposta dall'erede del legittimario - Irrilevanza ai fini della decorrenza del termine di prescrizione - Fondamento.
    In tema di successione necessaria, qualora la lesione della legittima derivi da donazioni, il termine decennale di prescrizione dell'azione di riduzione decorre dalla data di apertura della successione non essendo sufficiente il "relictum" a garantire al legittimario il soddisfacimento della quota di riserva, senza che rilevi, a tal fine, che la riduzione sia domandata, ai sensi dell'art. 557, primo comma, cod. civ., dall'erede del legittimario, a cui non spetta un diritto autonomo rispetto al suo dante causa, sicché, ove al momento dell'apertura della successione del legittimario risulti già maturata la prescrizione dell'azione di riduzione, resta preclusa all'erede la possibilità di domandare utilmente la stessa, non potendo la morte del legittimario comportare la reviviscenza di un diritto che quest'ultimo aveva già perduto.

  • Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 25 febbraio 2004, n. 3747
    Successioni "mortis causa" - Successione legittima ("ab intestato") - Categorie dei successibili
    È manifestamente infondata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 583 cod. civ., nella parte in cui non prevede che, in assenza di altri successibili, l'eredità si devolva al coniuge divorziato, atteso che l'art. 42, ultimo comma, della Costituzione ha rimesso la determinazione delle categorie dei chiamati alla successione legittima alla valutazione discrezionale del legislatore (la quale non incontra altri limiti che quello imposto dal principio costituzionale di tutela della famiglia ai sensi dell'art. 29 Cost. - limite non operante con il venir meno in via definitiva del vincolo matrimoniale, essendo da escludere la configurabilità nel rapporto tra coniugi divorziati di una comunità familiare - nonché quello derivante dalla direttiva di equiparazione della filiazione naturale a quella legittima dettata dall'art. 30, terzo comma, Cost.), e che, inoltre, la scelta legislativa di non includere tra i successibili l'"ex" coniuge, anche in mancanza di chiamati per diritto di coniugio o di parentela, e di accordargli, in relazione all'eredità, la limitata tutela di cui all'art. 9 bis della legge n. 898 del 1970, e succ. modif. (la quale trova ragione non già nella persistente rilevanza del matrimonio, ma nel fatto oggettivo della pregressa esistenza di un vincolo ormai definitivamente disciolto ed in esigenze solidaristiche che si proiettano anche dopo la morte del coniuge), non si pone in contrasto con il principio di ragionevolezza, essendo d'altro canto inconferente come "tertium comparationis" la disciplina dettata per la successione del coniuge putativo dall'art. 584 cod. civ. e dovendo escludersi che un'indicazione nel senso dell'equiparazione della posizione e dei diritti patrimoniali del coniuge divorziato a quelli del soggetto ancora legato da rapporto di matrimonio sia rintracciabile nell'art. 12 sexies della citata legge sul divorzio.

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 15 giugno 1999, n. 5918
    Successione testamentaria - Concorrenza con la successione legittima - Attribuzione di un legato ad un erede legittimo
    Il principio fissato dall'art. 457 cod. civ. (secondo cui, per la parte dell'asse ereditario della quale il "de cuius" non abbia disposto per testamento, si apre la successione legittima) trova applicazione anche nel caso in cui ad un erede legittimo, con il testamento, sia stato attribuito un legato.

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 1 dicembre 1993, n. 11873
    Successione legittima necessaria - Riduzione - Determinazione della porzione disponibile
    Per accertare la lesione di legittima e` necessario determinare il valore della massa ereditaria e, quello, quindi, della quota disponibile e della quota di legittima, che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto, alla formazione della massa dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione, alla detrazione dal "relictum" dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioe`, con operazione meramente contabile) tra attivo netto e "donatum", costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (artt. 747 e 750 cod. civ., rispettivamente relativi ai beni immobili ed ai beni mobili) e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 cod. civ.), calcolando, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma del valore del "relictum" al netto e del valore del "donatum" ed imputando, infine, le liberalita` fatte al legittimario con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 cod. civ.).

  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, Sentenza 27 febbraio 2013, n. 4847
    Successione legittima - Coniuge del de cuius - Casa familiare - Diritti di abitazione
    Nella successione legittima spettano al coniuge del de cuius i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano previsti dall'art. 540 c. 2, c.c.; il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti secondo un meccanismo assimilabile al prelegato.

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 10 febbraio 1995, n. 1484
    Successione legittima - Qualità di erede legittimo - Contestazione
    L'onere della prova della qualità di erede legittimo, ove questa qualità sia contestata, è soddisfatto non dalla presentazione della denuncia di successione, ma dalla produzione degli atti dello stato civile, dai quali si desume il rapporto di parentela con il "de cuius", a norma dell`art. 565 cod. civ.

  • Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 15 luglio 2003, n. 11030
    Successione legittima e testamentaria - Accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario - Requisiti
    La tempestiva formazione dell'inventario rappresenta elemento costitutivo del beneficio e pertanto deve essere allegata e provata dall'erede che intende far valere la limitazione intra vires della propria responsabilità per i debiti del de cuius.