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Impugnazione del testamento e della donazione

Le ipotesi di invalidità che possono legittimare l'impugnazione del testamento derivano dalla normativa generale in materia di contratti o dalle norme specifiche che disciplinano le successioni. Tali norme prevedono l'impugnazione del testamento per vizi che ne determinano la nullità o l'annullabilità.

L'impugnazione del testamento per nullità di forma si ha nei seguenti casi:

  • mancanza dell'autografia o della sottoscrizione nel testamento olografo
  • mancanza della redazione per iscritto delle dichiarazioni del testatore da parte del notaio, o mancanza di sottoscrizione da parte di questo o da parte dei testimoni o da parte del testatore, nel testamento pubblico

L'impugnazione del testamento per nullità sostanziali si ha nei seguenti casi:

  • la contrarietà della disposizione a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume (si pensi, nell'ambito delle successioni, ai testamenti collettivi reciproci o congiunti, alla violazione del divieto dei patti successori, a disposizioni che siano rimesse, quanto alla determinazione del beneficiario e/o dell'oggetto al mero arbitrio di un terzo).
  • la presenza di una condizione illecita o impossibile (anche se, di norma, la condizione si considera come non apposta, salvo che abbia costituito l'unico motivo determinante della disposizione testamentaria)
  • il motivo illecito quando sia stato il solo che ha determinato il testatore a disporre, condizione che esso risulti dal testamento stesso (art. 626 cc)
Eccettuati i vizi formali di cui all'art. 606 cc, gli altri vizi di forma legittimano pure l'impugnazione del testamento, ma si tratta in questo caso di un'azione d'annullamento, quindi soggetta al termine di prescrizione quinquennale che parte dal momento in cui è stata data esecuzione alla disposizione testamentaria.

Sotto il profilo sostanziale, il testamento è annullabile quando il testatore sia incorso in errore o sia stato vittima di violenza o dolo.

L'impugnazione del testamento può essere promossa da chiunque vi abbia interesse entro il termine perentorio di cinque anni dal momento in cui sia stato scoperto il motivo d'invalidità.

Sempre nel termine di cinque anni dal momento in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie, il testamento può essere impugnato per incapacità del testatore risalente al momento in cui ha redatto il testamento.

Si discute, infine, se sia suscettibile di conferma anche il testamento orale (c.d. testamento nuncupativo). L'opinione contraria ravvisa nel testamento nuncupativo non già un testamento nullo ma un testamento inesistente e, come tale, insuscettibile di conferma tacita o espressa.

Per avere maggiori informazioni in materia di impugnazione di un testamento, o per avviare una causa di impugnazione, è possibile richiedere una consulenza legale online o assistenza giudiziale da parte di uno dei nostri avvocati.